La Cena di Babette
Torna, per la nona replica, La Cena di Babette, un evento straordinario che si ripete ogni anno, in occasione del centenario del Decano di Berlevaag…
Tratto dal racconto di Karen Blixen, questo momento magico si compone di tre fasi, curate nei minimi dettagli.
Il racconto dal vivo con la potente voce di Brunella Caputo, che ha curato anche l’adattamento per la scena in Osteria, con un intervento “a sorpresa”.
La musica, composta appositamente per Babette, ed eseguita dal vivo dal suo Autore,
Max Maffia.
I dettagli
La cena, studiata e curata in ogni minimo dettaglio direttamente da Babette Hersant, servita intervallando i vari capitoli del racconto, esattamente come la coreografia di una danza prodigiosa.
Ai dodici commensali viene chiesto, se ne hanno piacere, di indossare abiti che possano ricordare l’atmosfera dell’epoca.
Il risultato è un’immersione completa tra le pagine del racconto e tra le immagini dell’indimenticabile film di Gabriel Axel del 1987.
Il menu
Il menù, completo di vini abbinati, è fedele all’originale in ogni dettaglio tranne per il brodo di tartaruga, impossibile da replicare con gli stessi ingredienti ma studiato in modo tale da riprodurlo nel modo più simile possibile. Non è, quindi, possibile apportare modifiche:
– Brodo di tartaruga (fujuta)
– Blinis Demidoff
– Quaglia in sarcofago
– Formaggi francesi
– Savarin
– Frutta, tartufini e caffè
Saranno serviti amontillado, champagne Veuve Clicquot, vino Pinot Noir di Borgogna, acquavite marc de champagne.
I fazzolettini verranno forniti a inizio serata perché la commozione, ve lo assicuro, sarà assolutamente inevitabile.
Il costo della serata è di € 90 a persona e la prenotazione, per i soli 12 posti disponibili, è obbligatoria.
Vi aspettiamo
Un po’ di storia
Ogni anno ripetiamo questa bellissima esperienza all’Osteria dei Canali posto meraviglioso del Centro storico di Salerno, nella mitica Via dei Canali. La nostra Babette, Sabrina Prisco, vi delizierà con i piatti prelibati e ricercati del menu del racconto. Ovviamente il brodo di tartaruga (che lei giustamente chiama “fujuta”, per indicare che non è stata ammazzata nessuna tartaruga perché se ne è scappata — appunto fujuta) non prevede il maltrattamento di nessun animale.